VITASOL - Lievito della Birra - VITASOL S.p.A.

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La cultura dei lieviti.

Oggi è da tutti riconosciuto che l'uso dei lieviti nell'alimentazione degli animali da reddito comporta benefici sulla salute degli stessi e sulla qualità e quantità delle loro produzioni.
E' inoltre noto che i lieviti non sono tutti uguali né come contenuti, né come risultati, né come costi.
Per questo bisogna conoscerli bene per utilizzare, caso per caso quelli idonei ad ottenere i risultati attesi.

Vitasol ha fondato la sua realtà di mercato proprio sullo studio e la conoscenza dei lieviti. Non solo: ha brevettato fin dal 1943 il processo tecnologico per ottenere la vitamina D naturale dal vero lievito della birra e ha utilizzato per prima i lieviti vivi nell'alimentazione delle vacche da latte.

Oggi presenta al mercato linee di prodotti a base di lieviti che vengono continuamente aggiornate secondo l'evoluzione della specifica tecnologia.
Perchè non è sufficiente offrire prodotti contenenti i lieviti: bisogna studiare, sperimentare, confrontare. Questa è cultura dei lieviti, questa è la base dell'innovazione e della dinamica dell'attività della Vitasol a favore degli allevatori e dei loro risultati produttivi.


LIEVITO SPENTO

Si definisce lievito spento o inattivato quel lievito le cui cellule siano state private della vitalità e quindi non più in grado di esplicare attività metaboliche.

Impropriamente si classifica come lievito di birra ogni saccaromicete mentre il vero "lievito della birra" è soltanto quello ricavato nella fabbricazione della birra.

In questo caso la fermentazione avviene in assenza di ossigeno per cui il lievito della birra deve avvalersi di attività enzimatiche particolari, che sopperiscono alla mancata disponibilità dell'ossigeno. Infatti la dotazione enzimatica del "lievito  della birra" è elevatissima così come la presenza delle vitamine del gruppo B. Queste ultime sono contenute in maniera indiscutibilmente superiore rispetto ai lieviti p.e. di torula, di melasso, di siero o fatti sviluppare su altri mezzi di coltura.  Ancora le vitamine del gruppo B sono molto più stabili delle "sorelle" industriali in quanto protette dalla membrana cellulare e quindi immuni dalla degradazione.


LIEVITO VIVO

Il lievito vivo si presenta con cellula vitale e quindi capace di moltiplicarsi. Non è una materia prima come il lievito spento, ma un additivo che deve essere registrato a livello comunitario in seguito alla presentazione di dossier molto circostanziati.

Attualmente i lieviti vivi autorizzati a livello europeo sono solo cinque, per cui l'utilizzo di qualunque altro ceppo è vietato dalla normativa.

Il lievito vivo è in grado di agire direttamente grazie al suo potenziale Redox, vale a dire la sua capacità di consumare ossigeno all'interno del rumine, condizione favorevole per i batteri cellulosolitici, quindi per la degradazione della fibra  e per una maggior assunzione di sostanza secca.

La diminuzione dell'ossigeno nel rumine influisce favorevolmente sulla diminuzione dell'acido lattico e quindi minori rischi di acidosi subcliniche.


LIEVITO DELLA BIRRA IRRADIATO

Il lievito della birra irradiato è una fonte naturale di vitamina D come p.e. l'olio di fegato di merluzzo. Il lievito della birra irradiato, come i funghi commestibili, le bucce di cacao e molte altre piante, contiene una certa quantità di ergosterolo  che sotto l'azione della luce solare viene attivata a ergocalciferolo o vitamina D utilizzabile per l'animale. Si tratta quindi di una fonte completamente naturale e non di sintesi. In pratica Vitasol sottopone il lievito della birra ad un trattamento  con il quale riproduce in parte lo spettro della luce solare. In questo modo si ottiene un risultato duplice:

- Il prodotto viene privato dell'acqua libera senza alterare il contenuto vitaminico, enzimatico ed aminoacidico di cui il lievito è molto ricco.

- Nel contempo l'ergosterolo, insolubile, sotto l'azione della fonte luminosa si rende disponibile per l'animale sotto forma di ergocalciferolo, forma molto più efficace della omologa vitamina D di sintesi.

La vitamina D presente attraverso il trattamento di irradiazione nel lievito della birra ha inoltre un effetto tossico nettamente minore della omologa vitamina D3: le ricerche dimostrano che la vitamina D3 è 10-20 volte più tossica della vitamina  D del lievito. Pertanto la trasformazione dell'ergosterolo in vitamina D solubile rappresenta un punto fondamentale laddove gli animali attraverso le loro produzioni hanno forti output di vitamina D (vacche da latte forti produttrici, vitelli in fase  di accrescimento).


 
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